Crescono gli scossoni nei risultati di ricerca, ma Google non conferma
I posizionamenti su Google oscillano da un mese intero e oggi la situazione è peggiorata. Da fine settembre il nostro indicatore si mantiene su livelli medio-alti, tra 6 e 8 su 10. La prima rilevazione di oggi è salita a 8,1/10, con Wincher e Serpstat vicini ai massimi della scala. È un dato parziale e potrebbe ancora cambiare, ma la tendenza è chiaramente al rialzo.
Anche nel settore si avverte il fermento. Il 20 e il 21 ottobre, Search Engine Roundtable ha segnalato un forte aumento sia della volatilità dei posizionamenti sia delle discussioni sul tema. Oltre 15 strumenti di monitoraggio SEO hanno rilevato bruschi cambiamenti nelle posizioni di ricerca in diversi settori. Le esperienze dei gestori dei siti sono molto diverse: alcuni hanno registrato cali improvvisi del traffico da Google Discover e dalla ricerca il 20 ottobre. Altri hanno visto migliorare i posizionamenti, ma con il 60-70% di clic in meno. Google non ha confermato nulla. In pratica, posizionarsi meglio non significa sempre ricevere più visite: ad agosto, le AI Overviews comparivano per l’88% delle parole chiave commerciali monitorate da Semrush e queste risposte generate dall’IA possono assorbire buona parte dei clic.
Vulnerabilità PHP: come mettere offline il sito senza fare danni
Il rischio maggiore di questa settimana non ha nulla a che fare con gli algoritmi. Il 21 ottobre 2026 sono state rilasciate le versioni 8.5.12, 8.4.27, 8.3.36 e 8.2.35 di PHP, il linguaggio su cui si basa la maggior parte dei siti WordPress, per correggere vulnerabilità critiche. Tra le piattaforme coinvolte figurano WordPress, MediaWiki, Joomla e Drupal. Molte organizzazioni stanno mettendo offline i propri siti per applicare le patch.
Se decidi di fare lo stesso, il modo in cui il sito risponde durante l’interruzione conta anche per i posizionamenti. Il 21 ottobre, Google Search Central ha spiegato che il codice 503 consente di mantenere nei risultati di ricerca gli URL indicizzati mentre il sito è offline. Il 503 è un codice di stato che comunica a Google: "Il sito è temporaneamente non disponibile, riprova più tardi". La guida di Google sulla sospensione temporanea dei siti lo consiglia per chiusure urgenti di 1-2 giorni, al massimo qualche giorno.
Cosa fare
- Chiedi oggi stesso al tuo fornitore di hosting o al tuo sviluppatore di confermare che le patch PHP siano state applicate.
- Se devi mettere offline il sito, fai in modo che restituisca un codice 503, non un errore 404 o una pagina vuota.
- Prima di dare la colpa a un cambiamento dell’algoritmo, controlla in Search Console se sono calati i clic, non solo i posizionamenti.