Classifiche in piena tempesta
Lo spam update di settembre 2026 di Google si è concluso questa mattina, 8 ottobre, dopo essere rimasto attivo dal 24 settembre all’8 ottobre. Nel dashboard ufficiale di Google risulta distribuito a livello globale e in tutte le lingue. Anche Search Engine Roundtable e Search Engine Land lo descrivono come un rollout insolitamente lungo e con effetti ben visibili.
I dati vanno nella stessa direzione: oggi la volatilità parziale della SERP è a 8,4/10 e diversi provider stanno già segnalando livelli estremi. Ma il punto più importante è la traiettoria. I risultati di ricerca sono instabili dal 23 settembre, hanno accelerato fino al 7 ottobre e ora stanno entrando in una fase critica. Le classifiche di oggi vanno lette come un bollettino meteo, non come un bilancio definitivo dei danni.
Le correzioni impulsive sono il rischio maggiore
L’avviso più utile, rilanciato da Search Engine Journal, è semplice: non valutare un aggiornamento di Google mentre il terreno si muove ancora. La scelta più sensata è raccogliere dati puliti, non riscrivere metà sito perché il traffico è calato nel fine settimana.
Per chi gestisce un sito, questo significa:
- Non eliminare pagine in massa senza prove.
- Non riscrivere i title di tutto il sito durante una fase di volatilità.
- Controlla Search Console per tipologia di pagina, non solo il traffico complessivo.
- Aspetta da 10 a 14 giorni prima di considerare definitive eventuali perdite.
Il segnale più discreto di Google
L’ultimo aggiornamento del blog di Google Search Central, pubblicato il 6 ottobre, non riguarda direttamente il ranking, ma resta significativo: Google ha pubblicato percorsi formativi curati su Search fundamentals e Technical SEO. In pratica, sta riportando i proprietari dei siti alle basi, crawling, indexing, Search Console, robots.txt e debugging.
In sintesi
Lo spam update è finito, ma le classifiche non si sono ancora stabilizzate. Se il traffico è sceso, documenta cosa è cambiato, confronta le pagine coinvolte e correggi eventuali problemi evidenti di spam o qualità. Evita mosse SEO d’emergenza solo perché fuori c’è rumore.