SERP Weather
Il 12 agosto le posizioni su Google hanno registrato un breve colpo di vento, ma la lettura parziale di oggi è più bassa, 3,9/10. È in linea con il quadro delle ultime settimane: fine luglio è stata instabile, poi la ricerca si è assestata per quasi due settimane. Solo il rialzo di ieri, 5,3/10, ha interrotto la calma. Anche Search Engine Roundtable ha segnalato volatilità tra il 12 e il 13 agosto, con discussioni nei forum su oscillazioni di traffico e cali in Discover, ma per ora il rumore non ha ancora l’intensità di un segnale di tempesta su larga scala.
Crawl Access Is the Real Risk
L’avviso più utile oggi non è dei più spettacolari: non bloccare Google per errore. Search Engine Roundtable ha riportato nuovi casi in cui impostazioni di Cloudflare o del firewall pensate per fermare bot indesiderati hanno finito per bloccare anche Googlebot, con cali pesanti su ranking, visibilità nel Merchant Center e rendimento delle ads. Per chi gestisce un sito, questo va trattato come un controllo di routine: dopo ogni modifica a CDN, firewall, sistemi di bot-control o hosting, verifica l’accesso alla scansione in Search Console.
C’è poi un’anomalia di Search Console di cui si sta parlando molto: alcune pagine mostrano una Google-selected canonical insolita o chiaramente spam, cioè Google considera un altro URL come versione principale. John Mueller di Google ha spiegato che può succedere quando più domini condividono pagine parked o interstitial, e ha consigliato di ricontrollare dopo qualche settimana.
AI Visibility Keeps Spreading
L’ultimo flusso SEO di Search Engine Land punta molto sulla AI visibility, tra segnali della community e workflow MCP, mentre Search Engine Journal ha riportato dati secondo cui l’indice di ricerca di ChatGPT non mostra solo grandi editori con accordi di licenza, ma anche siti piccoli e senza licenza. Nell’archivio attuale 2026 di Google Search Central resta inoltre in evidenza la spinta di luglio di Search Console sul monitoraggio delle performance di social e piattaforme video. Il messaggio è lo stesso: oggi il tuo sito è solo una parte della tua presenza nella ricerca.
What to Do
Controlla l’accesso alla scansione, tieni d’occhio Search Console per eventuali cambiamenti improvvisi nell’indicizzazione e smetti di considerare la SEO solo come ranking dei link blu. Oggi contano anche i profili social del brand, i video, le menzioni nelle community e le citazioni nelle risposte AI, insieme al sito.