Fascia di maltempo da spam update
Lo spam update di settembre 2026 di Google resta ancora oggi, 1 ottobre, il fattore dominante sulla ricerca. Nel Search Status Dashboard di Google l’aggiornamento risulta partito il 24 settembre e sia Search Engine Land sia Search Engine Journal confermano che è globale, coinvolge tutte le lingue e può richiedere fino a due settimane per completarsi.
Secondo Search Engine Roundtable, i primi effetti più pesanti si sono visti tra il 25 e il 27 settembre, con molte segnalazioni dalla community e dati dei tool che mostrano un fine settimana molto acceso. Il quadro coincide con quello che stiamo osservando ora: le classifiche restano in una fase di turbolenza medio-alta dal 23 settembre, con un picco di 7,8/10 il 26 settembre. Il punteggio parziale di oggi è 7/10, ma per ora ha riportato solo metà dei provider, quindi prendilo come un radar ancora in aggiornamento.
Venti laterali dalla AI Search
L’altro tema è la visibilità AI, ormai difficile da ignorare. Nel report di ottobre per webmaster, Roundtable segnala tra i temi Google più rilevanti delle ultime settimane il monitoraggio delle performance AI, il filtro multimodale di Search Console, i pagamenti per i contributi AI e nuovi movimenti nelle AI Overview. Anche la copertura del 30 settembre di Search Engine Land si concentra sulla visibilità AI e sul reporting, compresa l’analisi delle risposte AI e il test di Google sui pagamenti agli editori.
Per chi gestisce un sito, questo significa una cosa semplice: le posizioni da sole non bastano più per capire il quadro completo. Controlla se il tuo brand viene citato, riassunto o spinto sotto gli elementi AI, soprattutto nelle ricerche branded e commerciali più importanti.
Cosa fare
- Confronta i dati di Search Console dal 23 settembre in poi, per pagina e query.
- Non riscrivere in fretta tutto il sito mentre il rollout è ancora in corso.
- Parti dalla revisione delle pagine sottili, troppo standardizzate, generate in massa o costruite come doorway page.
- Controlla le norme antispam di Google prima di dare la colpa "all’algoritmo".
In sintesi
È una giornata instabile, con molta volatilità nella ricerca. Se hai visto movimenti bruschi nel traffico, documentali, isola le pagine coinvolte e aspetta la fine del rollout prima di fare cambiamenti drastici. Google ricorda che il recupero dopo uno spam update può richiedere mesi anche dopo le correzioni, quindi i ritocchi superficiali non bastano a salvare un sito con poco valore reale.