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Le regole anti-spam per l'AI si fanno più rigide, mentre le classifiche continuano a muoversi

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Le regole anti-spam per l'AI si fanno più rigide, mentre le classifiche continuano a muoversi

Le regole anti-spam per l'AI si fanno più rigide

Il messaggio più netto arrivato oggi da Google è semplice: le risposte generate dall'AI rientrano ora in modo esplicito nelle policy sullo spam della Ricerca. Il 15 maggio Google Search Central ha aggiornato la documentazione per chiarire che le regole anti-spam si applicano anche alle risposte di AI generativa in Search, non soltanto ai classici risultati organici. Nella pagina dedicata alle spam policy, la manipolazione delle risposte generate dall'AI viene ora indicata come comportamento spam. La modifica è stata segnalata oggi sia da Search Engine Roundtable sia da Search Engine Land.

Per chi gestisce un sito, la novità conta perché la corsa al "come facciamo a comparire negli AI Overviews?" entra in una fase molto più sorvegliata. Se una tattica sarebbe dubbia nella SEO tradizionale, autorità finta, doorway pages, testo nascosto, schemi di link o contenuti prodotti in massa senza valore, è meglio dare per scontato che possa creare problemi anche nella ricerca AI.

Le classifiche restano instabili

Il meteo delle classifiche resta su livelli medio-alti. Non è una situazione critica, ma nemmeno tranquilla. Il punteggio parziale di volatilità di oggi è 6.2/10 e anche l'ultima settimana chiusa è rimasta nella stessa fascia di instabilità. Search Engine Roundtable ha riportato movimenti intensi intorno al 13 e 14 maggio, con molte segnalazioni nella community su sbalzi di ranking, cali in Discover e problemi di indicizzazione.

In breve: non reagire troppo a una singola giornata negativa. Ma se una pagina perde terreno da tutta la settimana, confrontala con i competitor e verifica se Google stia premiando contenuti più aggiornati, più autorevoli o semplicemente più utili.

Il traffico AI è più facile da misurare

Il 13 maggio Google Analytics ha introdotto il canale AI Assistant, che separa il traffico proveniente dagli assistenti AI riconosciuti, come ChatGPT, Gemini e Claude. Secondo Search Engine Journal, questo riduce la necessità di tracciare il traffico con regex personalizzate. Nell'aggiornamento ufficiale di Analytics, Google spiega anche che il nuovo canale aiuta a confrontare il traffico AI con quello della ricerca organica.

Cosa fare adesso

Rivedi tutte le tattiche pensate per aumentare la visibilità nell'AI e valuta il rischio spam. Controlla in GA4 la presenza del nuovo canale AI Assistant. Tieni d'occhio le classifiche ancora per qualche giorno prima di intervenire in modo pesante sui contenuti.

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